Il Northrop Grumman X-47B ĆØ un aereo da combattimento dimostrativo senza pilota espressamente progettato e sviluppato per operare dal ponte di volo delle portaerei della marina statunitense. LāX-47B ha volato per la prima volta nel 2011 ed ha effettuato, nei successivi anni, diversi test operativi completati nel 2015. LāX-47B ĆØ stato impiegato, ad esempio, nel ciclo di test a bordo della portaerei U.S.S. George H.W. Bush (CVN-77) che prevedevano il decollo, lāatterraggio, il rifornimento in volo. Per ottimizzare lāimpiego a bordo delle navi lāX-47B ĆØ dotato di ali ripiegabili in modo da minimizzare lo spazio sugli affollati ponti di volo delle portaerei. Eā equipaggiato con un motore turbofan Pratt & Whitney che garantisce performance subsoniche e nelle sue due baie di carico può ospitare un carico offensivo di oltre 2.000 Kg.
Questa portaerei è un'evoluzione della classe Kitty Hawk sviluppata durante gli anni '50. A causa di notevoli ritardi nella sua costruzione, la America finì per beneficiare di una serie di modifiche e miglioramenti che diedero vita ad una nave "unica" con soluzioni costruttive a mezza via tra due generazioni di portaerei. Nonostante il suo nome l'America è la meno nota tra le "Capital Ships" della US Navy, tuttavia può vantare una serie di cicli operativi con le flotte del Pacifico e dell'Atlantico pari alle altre unità similari.
La Cagiva Elefant nasce nei primi anni ā80 come moto enduro caratterizzata da motori di cilindrata medio-piccola. Progressivamente, a seguito dellāacquisizione da parte di Cagiva di Ducati, la linea commerciale si evolve, la moto viene ridisegnata ed inizia ad adottare, dal 1985, motorizzazioni bicilindriche più potenti e performanti partecipando a competizioni sportive internazionali. La Cagiva Elefant che partecipò, in diretta competizione con le moto tedesche e giapponesi, alla prestigiosa competizione āoff-roadā Parigi-Dakar del 1987 era caratterizzata dalla grossa carenatura che rivestiva il telaio a traliccio in tubi dāacciaio e lega leggera. Il motore bicilindrico raffreddato ad aria garantiva una potenza di 80 CV a 8500 g/m e consentiva alla moto italiana di raggiungere la velocitĆ massima, sullo sterrato, di 185 Km/h. Tutti i dettagli erano quelli di una ātipicaā configurazione sahariana che ne caratterizzavano il design come il cupolino protettivo, gli ammortizzatori Ohlins off-road ed il parafango anteriore basso.
La Suzuki RG 500 si può sicuramente considerare un punto di riferimento delle competizioni su due ruote degli anni ā70. Venne specificatamente sviluppata dal produttore giapponese per il mondo delle corse e realizzata attorno allāaffidabile e potente motore 4 cilindri 500cc 2 tempi di oltre 90 CV. Con questa moto Suzuki ha partecipato al motomondiale ella classe 500 ottenendo una incredibile serie di vittorie consecutive che la portarono a detenere per diversi anni il titolo ācostruttoriā. Tra gli artefici di questi successi possiamo ricordare il pilota britannico Barry Sheene che vinse anche il titolo āpilotiā per due anni consecutivi, nel 1976 e nel 1977. Oltre alle competizioni internazionali, la Suzuki RG 500 fu particolarmente apprezzata anche dai piloti privati che correvano nelle competizioni internazionali e in in campionati minori.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la Gran Bretagna si trovò impreparata per affrontare questo conflitto e dovette sopperire alle carenze dā equipaggiamento e di mezzi in maniera rapida. Per quanto riguarda le motociclette, usate soprattutto per i collegamenti tra i reparti e per i portaordini, i famosi DR āDispatch Raidersā, dovette adattarsi a convertire allā uso militare veicoli civili, con la colorazione militare, a cui vennero aggiunti due telai di metallo dove poter fissare delle borse di canapa. La Triumph preparò in gran fretta questo modello, derivato dal modello Tiger 80, con motore a valvole in testa e forcella a parallelogramma. Questo modello di moto divenne subito operativa in tutti i fronti dove lā Esercito inglese si trovava a combattere, in Africa, Asia ed Europa. Negli anni immediatamente successivi alla fine del conflitto, molte nazioni che ricevettero del materiale bellico dal Governo Britannico, tra cui la Grecia e lā Italia, ebbero in dotazione per un lungo periodo di tempo queste moto che si dimostrarono robuste ed affidabili, anche se molto spartane, come del resto tutto il materiale bellico di produzione britannica.